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Scritto da Pécuchet
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Venerdì 19 Marzo 2010 13:12 |
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Nordamerica-Inghilterra. 1775-1783. Dagli accampamenti indiani, confinanti con i suoni e gli odori degli antichi boschi, alle bettole malfamate di Soho, fino agli ampi saloni in cui residui di una nobiltà annoiata sprecano il loro tempo ammirando Principi Indiani. È un orizzonte ampio, che può confondere, ma che prende forma lentamente, per piccoli e precisi segni successivi. Un universo vasto: affreschi di semplice vita indiana, battaglie sanguinose, raffinati interni londinesi, silenziosi scenari naturali.
La storia della guerra d’indipendenza americana dal punto di vista degli indiani Mohawk, che la combatterono al fianco dell’Impero britannico, contro i ribelli “continentali”. Cattolici irlandesi e indiani Mohawk tentano di superare le divisioni che li separano. Combattono per il Grande padre inglese e per le loro terre, contro i coloni avidi, contro i presunti civilizzatori, contro gli indipendentisti affamati. Distrutta è la Lunga Casa, bruciati i villaggi, sgozzato il bestiame. È una distesa di scalpi e sangue rappreso quella che i Wu Ming ci mostrano, l’ultimo esito di ostilità ben distanti dal mito dell’indipendenza americana per come lo conosciamo.
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Ultimo aggiornamento Sabato 20 Marzo 2010 10:49 |
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Una valigia piena di cazzi suoi |
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Scritto da Pécuchet
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Venerdì 19 Marzo 2010 12:22 |
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Una enorme e bruciate indifferenza ci accomuna quasi tutti, pochi gli esclusi. Quando cammino in strada ed è sera tardi o la mezzanotte è già passata spesso mi volto indietro e controllo di non essere seguito, scruto intorno per esser sicuro di poter procedere tranquillo. Paura: le nostre relazioni con l'esterno molto spesso conservano quest'unica forma di interazione. Tutto il resto, che non sia serbare intatta la nostra camminata sicura e con essa la pelliccia ruvida e porosa di esseri umani, ci sfugge, inesorabilmente tutte le cose sfilano vicinissime a noi senza che ce ne accorgiamo. Non importa dei grandi temi, delle grandi questioni, non importa spesso nemmeno di chi ci cammina a fianco, dei volti di coloro che incrociamo ogni giorno e metodicamente scegliamo – siamo noi i responsabili – di ignorare.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 19 Marzo 2010 12:30 |
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Scritto da Dossenus
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Domenica 13 Dicembre 2009 16:47 |
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23 Dicembre Il paese freme, luci colorate abbagliano la notte e la Luna si lamenta. Le case sono addobbate a festa, pini e abeti troneggiano nei tinelli, palline pendono dai soffitti e i bambini corrono scalmanati, in attesa. Nell’aria si respira quel profumo di magia. È solo ipocrisia – pensa un vecchio emaciato stanco e consumato. La moglie si dondola sulla vecchia sedia, in un angolo, rammenda calze.
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Ultimo aggiornamento Martedì 15 Dicembre 2009 16:23 |
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Scritto da Pécuchet
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Domenica 29 Novembre 2009 12:49 |
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È il racconto di un’indagine poliziesca inconclusa, di una soluzione mancata. Per alcuni è una storia di mafia, per molti no. Abbiamo l’omicidio di Salvatore Colasberna, socio della cooperativa edilizia Santa Fara; gli sparano all’alba, due colpi a lupara, mentre sta per prendere l’autobus. Di certo una faccenda di appalti, di protezioni rifiutate, di costruttori testardi, secondo il capitano dei carabinieri Carlo Bellodi. È un capitano continentale questo Bellodi che indaga, o meglio che prova ad indagare; e scava tra il marcio della Sicilia –la vicenda è ambientata interamente nell’isola se si escludono brevi dialoghi ai piani alti in quel di Roma, e un dolceamaro epilogo parmense. Una Sicilia che è donna: misteriosa, implacabile, vendicativa e bellissima, nelle parole di un concittadino del capitano. La vicenda, per essere precisi si svolge in paese dell’interno, un vecchio paese con case murate di gesso, con strade ripide e gradinate: e in cima a ogni strada, a ogni gradinata, c’è una brutta chiesa…
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Ultimo aggiornamento Martedì 15 Dicembre 2009 16:28 |
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